Do you speak English
Vado in un ufficio per vedere una persona. Chiedo alla segretaria "C'è il Dott. Rossi?" "E' in meeting" mi risponde. "Ne avrà per molto?" chiedo ancora. "Penso di si. Discute il budget con gli area-managers" mi dice. "Pazienza aspetterò" "O.K." mi fa.
Mi avvicino alla finestra, il negozio in faccia annuncia "Shoes", quello accanto "Fashion", un altro "Ties & Gloves" e sotto l'insegna di un bar campeggia "Snacks".
Lì vicino scorre un fiume. È l'Arno oppure il Tamigi che passa sotto il Santa Trinita bridge?
A Londra, invece, passeggiando per vie e piazze l'unica parola in italiano che riesco a vedere è "Pizza" e scorrendo un giornale mi colpisce una frase tra virgolette "Commedia all'italiana". Ma non si tratta di un programma teatrale. Si riferisce ad una nostra crisi di governo!
Accendo la radio. Un cantante nostrale miagola una canzonetta ovviamente in inglese. Appena smette, gli dà il cambio un diskjockey il quale, evidentemente, ritiene che per parlare con il puro accento di Oxford basti mettersi una patata in bocca!
Questo massiccio, invadente inserimento dell'inglese nella nostra lingua non ha uguali nel mondo, a parte in certe regioni dove quelle povere popolazioni se non ricorrono all'inglese non hanno altro modo di farsi intendere.
E insieme all'imbarbarimento della lingua, c'è l'appiattimento su termini e frasi buone per tutte le occasioni. Ci abbiamo messo secoli per passare dai pochi suoni gutturali dei nostri antenati dell'età della pietra fino a crearci una lingua che è tra le più ricche e articolate del pianeta ed ora, a parte lo sterminio dei congiuntivi, tra tutti i superlativi che abbiamo impera soltanto "estremamente". Tutto è "estremamente".
"Molto", "tanto" e le desinenze in "issimo" sono passati di moda. Come pure tutto ciò che era "bello", "buono", "eccellente" ecc. ecc. è diventato "favoloso", "fantastico" e "una meraviglia".
Favoloso è tutto. Da una zuppa di farro ad un film di Spielberg. "Una meraviglia" pure. Da un'alba radiosa ad un gelato alla nocciola. È "grande" non è più nulla. Tutto è "grosso". Da un dispiacere ad un avvenimento, ad un personaggio.
E poi, quel ricorrente modo di cominciare un discorso con "Niente"! "Ed ora, Signor Bianchi, ci dica il suo parere" chiede il conduttore TV ad un intervistato. E questo attacca: "Niente ecc. ecc."
Ecco, io gli toglierei subito il microfono di mano!
La Televisione ci si è messa di buzzo buono per strapazzare il buon italiano! Si può ammettere che il corrispondente da Napoli "icchesse" invece di "ics" e "pissicologo" il luogo di "psicologo". È un fatto di impossibilità congenita. Ma quelli del telegiornale nazionale -e specialmente le signore o signorine- dicano "botte" che si fratti del noto recipiente per il vino o di cazzotti e pedate, e "corsi" senza che riusciamo a capire se parlano degli abitanti della Corsica o di studi universitari, oppure "pesca" buono tanto per il frutto quanto per ciò che si fa con una canna e amo; non può essere tollerato.
E' possibile che tra gli oltre due milioni di disoccupati non ce ne siano, in Italia, tre o quattro che, oltre ad essere di bella presenza, sappiano che tra i "mozzi" delle navi e i "mozzi" delle ruote c'è una certa differenza!
Parigi è tutto uno sventolio di bandiere nazionali. "Che è?" domandi "La Francia ha battuto il Brasile?" No, è l'anniversario della presa della Bastiglia.
Da noi, per vedere le finestre imbandierate se non da una mano "l'Undici Azzurro" con una coppa brandita tra i capi, le finestre rimangono con i gerani e col basilico!
Hai voglia a dire che loro erano già nazione da secoli quando noi andavamo ancora ognuno per proprio conto, chi sotto i Borboni, chi sotto gli Austriaci, chi sotto il Papa, chi sotto i Re piemontesi (che tra loro parlavano francese!) e il nostro stivale pareva il vestito di Arlecchino, tanti erano i colori che lo componevano. Si, hai voglia a dirlo. Però, però
Entro al supermercato. Belle queste pere! Provenienza:
Argentina! E queste prugne? Spagnole! E accanto, pomodori olandesi! Rossi, tutti uguali, perfetti. Con un sapore squisito di acqua piovana e di nebbia!
Meno male che almeno il prezzemolo proviene -pare dall'empolese!
Cerco conforto pensando che forse, in questo stesso momento, in Brasile qualcuno sta comprando noccioline di Viterbo e in Nuova Zelanda, un altro, kiwi di Terracina!
Fuori, nel parcheggio, un cinese sta' vendendo castagne arrosto. "Malloni glossi di Lalladi. Mille lile" mi offre. "Grazie" dico.
"Plego" risponde.
Che meraviglia!