Spigolature
Il cinematografo
A San Gimignano non c'è il cinematografo. Pare che in tutta Italia, dal Brennero a Capo Passero in Sicilia, ci siano soltanto altri tre o quattro paesi in questa situazione.
Intendiamoci, non ci sono pure altre cose, come per esempio tanto per mantenersi sul leggero- una targa, un'insegna che indichino il Palazzo Comunale, il Municipio! Ma torniamo al cinematografo. Il locale esiste e grande e costruito all'uopo, ma è ad altri usi destinato.
Cosicché se vuoi vedere un film on ti rassegni a spappolare sulla TV oppure devi andare a Poggibonsi o a Siena. Comodo vero?
I pionieri del cinematografo, da Marcello a Boboli e Occhiolino ed a Tonino di Maso, non hanno lasciato eredi. E mentre in tutto il mondo, dalla "lanterna" dei Fratelli Lumière si è passati prima al "muto" e poi, via via, al sonoro, agli schermi panoramici, giganti, tridimensionali, ecc., noi abbiamo battuto tutti e siamo al muto, al cieco ed al sordo.
Una volta, alla fine dello spettacolo c'era la "farsa" con Charlot o Stanlio e Ollio.
A noi è rimasta solo la farsa, ma senza attori né spettatori.
Qui l'ENEL fa pochi affari!
San Gimignano è tante cose; è parte del patrimonio mondiale tutelato dall'Unesco, è un gioiello medioevale, è la città delle belle torri e tante altre belle cose è, ma sicuramente non è una "Ville Lumière".
Di notte ci si può giocare a mosca cieca senza bisogno della benda sugli occhi.
I faretti che una volta illuminavano, anche se non idealmente, torri e palazzi più importanti, sono quasi tutti spenti. I lampioni, ricoperto di antica patina di sporcizia e doviziosamente decorate dalle cacche dei piccioni, mandano una fioca lucina giallognola tipo "Porto delle Nebbie", ma senza Jean Gabin.
E così, complice anche questo buio, l'attraversare -per esempio-Piazza della Cisterna è un rischio serio per piedi e stinchi. Il mattonato da invidia al miglior Groviera, tanti sono i buchi disseminati perfidamente.
Se riesci a superarli indenne, puoi tranquillamente partecipare ai 110 metri ostacoli delle prossime Olimpiadi!
Che forse è stato ritenuto che ad illuminare sufficientemente i luoghi sarebbero bastati i "moccoli" degli incauti viandanti?
La facciata della Collegiata
Finalmente quel modernissimo ponteggio che fino dalla scorsa vendemmia andava sù e giù lungo la facciata della Collegiata, è stato tolto.
I lavori di ripulitura e di messa in opera di accorgimenti contro intemperie e piccioni cacaioli sono stati ultimati e, sembra, bene.
Però sei mesi non sono pochi! È stato calcolato che, in proporzione e se tanto mi da tanto, per costruire l'intera Collegiata sarebbero occorsi undici secoli e spiccioli!